La misteriosa forma del tempo

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Boris Vian, Nazim Hikmet, Giorgio Caproni, Edoardo Sanguineti, Tapparo, Carlos Drummond de andrade. Siamo partiti da loro, l’abbiamo ascoltata, fermi un attimo a pensare che quando la poesia comincia non finisce più. Gli s c o m p o n i m e n t i poetici sono rimasti impigliati nel pettine di Labus. Stiamo preparando cose nuove per ragionare sulle voci poetiche che possono esserci tra noi, “per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me”.

Ringraziare voglio il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico

per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,

per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.

Jorge Luis Borges
Un’altra poesia dei doni (da L’altro, lo stesso)

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Foto: msalvezza – the exterminating angel

 

“Il cinema d’autore”

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Ed eccoci al risultato del laboratorio di cinema tenutosi tra aprile e maggio nello spazio Labus. I partecipanti, tutti giovanissimi ed alle prime armi, hanno ideato, girato e montato in 8 incontri e con il nostro aiuto un cortometraggio. Già dalle prime lezioni, partendo dalle basi teoriche e tecniche e mettendo in pratica i preziosi insegnamenti del nostro docente Michele Salvezza, i ragazzi hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova in tutti i ruoli necessari alla lavorazione di un cortometraggio, sono stati perfino attori.
Ma dato che le sfide sono per noi un incentivo a crescere, abbiamo in programma un laboratorio intensivo ancora più estremo: realizzare un corto completo in sole 48 ore, dall’ideazione al montaggio, Benevento IN 48H – Workshop intensivo di cinema (le iscrizioni sono aperte).

Grazie ad Alessio e ad Hermann per l’interpretazione e a tutti i ragazzi del laboratorio: Andrea Paradiso, Viviana Maio, Adele Celardo, Fabrizia Festa, Nicola Caporaso, Marco Sferruzzi, Guido Lonardo, Simona Curcio.

Ed eccovi “Il cinema d’autore”, buona visione!

“I bambini terribili”

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Un anno di laboratorio dedicato ai più piccoli, dalla fotografia all’immagine in movimento, dagli esperimenti filmici al doppiaggio, dal cinema di animazione alle prime prove di recitazione.
A conclusione del terzo anno di Labus in Fabula, con tantissimo impegno e passione da parte nostra e dei nostri giovanissimi partecipanti, abbiamo realizzato un cortometraggio rivolto a tutti, anche ai grandi. Noi speriamo di riuscire a divertivi, stupirvi e soprattutto farvi riflettere.
L’omaggio è, come sempre, al nostro amato cinema.

 

 

Benevento IN 48H – Workshop intensivo di cinema

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Kinetta Spazio Labus sta per partire con un nuovo progetto!

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BENEVENTO IN 48H è un workshop cinematografico che prevede una vera e propria sfida: realizzare un cortometraggio nel tempo limite di 48 ore, dall’ideazione alla post-produzione.
L’obiettivo principale è quello di raccontare la realtà attraverso la visione dei partecipanti che si fa sguardo collettivo, ne contiene contrasti e silenzi, restituendone l’anima e le atmosfere. Il cortometraggio verrà scritto, girato e post-prodotto all’interno delle 48 ore e all’interno dei confini della città di Benevento.
Il workshop è aperto a tutti, la sfida sarà anche quella di lavorare insieme, confrontandosi con il gruppo.
I periodi quotidiani di attività saranno strutturati indicativamente nel modo seguente: mattina ore 9,00-13,00 e pomeriggio ore 16,00-20,00
I workshop dell’Associazione Kinetta Spazio Labus rappresentano non solo una sfida artistica per chi ama fare cinema ma un’esperienza culturale unica, un’occasione per incontrare altri autori e mettersi alla prova in un contesto che garantisce libertà creativa totale.
I 2 giorni del workshop rappresenteranno per i partecipanti un’opportunità unica per vivere un’autentica full immersion nella creazione cinematografica. Nei due giorni verranno affrontati tutti gli aspetti della realizzazione di un cortometraggio: dagli elementi più generali di teoria e di scrittura che stanno alla base di un cortometraggio, alla scelta di location e personaggi, fino ad arrivare alla fase delle riprese e al montaggio.
Il workshop sarà una vera e propria maratona non stop dove potranno convivere tecnica, poesia ed improvvisazione, alla ricerca delle infinite possibilità di racconto che si nascondono nelle trame dell’esistente. Il nostro spazio e la realtà che ci circonda non saranno dunque un semplice set cinematografico ma materia viva dalla quale partire per raccontare passato, presente e futuro di un territorio che conosciamo bene ma di cui ci sfugge inevitabilmente qualcosa.

Il workshop sarà tenuto da Michele Salvezza, filmmaker, fotografo, docente di fotografia presso la scuola La Tecnica di Benevento, nonché vincitore di “The 48 hour Film Project”, festival americano interamente dedicato alla realizzazione di un cortometraggio in 48 ore.
http://www.48hourfilm.com/it/about-us
http://www.imdb.com/name/nm5124753/
https://www.instagram.com/msalvezza/
http://www.cinemaitaliano.info/pers/052253/michele-salvezza.html
https://vimeo.com/michelesalvezza
http://www.rapportoconfidenziale.org/?p=28901

Il workshop si terrà soltanto al raggiungimento del numero minino di partecipanti.
I nostri laboratori sono soprattutto momenti di ricerca e sperimentazione!

Per info e adesioni
labuswork@gmail.com – 3664871974

Un esempio di quello che succede durante i nostri laboratori:
https://youtu.be/346HqHVvYWY

 

 

Dove finiscono le tracce?

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La poesia ci porta allo scoperto. Kinetta spazio labus è un luogo dove si coltivano visioni, dove nascono confronti di parole e scontri positivi tra diversi punti di vista. Da S c o m p o n i m e n t i poetici vorremmo partire per costruire un laboratorio permanente in cui approfondire i grandi poeti, conoscere altri linguaggi poetici, passare attraverso le sperimentazioni più ardite, fare poesia. Nei prossimi giorni esporremo i risultati degli S//c o m p o n i m e n t i poetici, un tentativo di conoscere meglio la poesia attraverso la sua scomposizione e ricomposizione.

Ogni parola arrivata da un tempo lontano è diventata un segno nuovo. È il nostro modo di scrivere visioni e leggere l’invisibile.

Colei che solo entro te stesso vedi
è la Visione che ti parla, lei
che dalla sua dimora invisibile
ti chiede di aiutarla in ciò che vedi,
se la Visione non vede se stessa.
È attorno a lei la necessaria ressa
delle anime, e ognuna si confessa
all’altra. La Visione è la stessa,
identici ad essa gli avvistati
che alfine riconoscono il perché,
la ragione per cui sono nati.

Piero Bigongiari
[5 febbraio 1995]
da “Dove finiscono le tracce” (1984 -1996)

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S // c o m p o n i m e n t i poetici

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Cos’è una poesia se non paura,
strombazzata, petalo,
incorporea genealogia?
Cos’è la poesia
se non l’emozione violenta
che produce il punto di partenza
verso il mai visto, l’improbabile
o il tramonto?
Qual è il verso finale,
l’imprecisabile verso finale
che sintetizza l’ansia del ritorno?
Cosa resta della poesia, alla fine,
quando si è pensato tutto,
non si è deciso niente
e solo sopravvivono
domande insicurezze solitudine fallimento dubbi
ossia parole, sogni, niente?

Tallahassee, aprile ‘99

M. Giardinelli

L'immagine può contenere: cielo, nuvola e spazio all'aperto

S // c o m p o n i m e n t i poetici è un appuntamento che Kinetta Spazio Labus dedica alla poesia, ai messaggi di eternità che questa lascia dentro di noi. È una lettura collettiva e creativa durante la quale si prova ad affondare le mani nelle parole vive. La poesia, oltre ad essere un genere letterario, è un’inclinazione umana. Partendo da questa idea, dedichiamo un tempo alla lettura e a ciò che può nascere dall’interazione e dal caso, provando a fare un percorso circolare che, partendo dalla poesia, attraverso la sua scomposizione, ritorni ad essa.
Tornare in confidenza con le parole significa anche ricominciare a scrivere a mano oppure scegliere bene cosa stampare, leggere e rileggere, per limitare il campo a poche infinite parole. Questo è un passaggio fondamentale per arrivare poi a scomporre un testo, delle parole di poesia vera e ri-pensarle, ri-conoscerle, amarle nuovamente e ancora di più. Sì, perchè S c o m p o n i m e n t i poetici è soprattutto un’occasione per riavvicinarsi alla poesia. Questa oscura e profondissima materia che necessita di tempo, lentezza, silenzi e, spesso, mal si concilia con la frenesia delle condivisioni e il tempo dei like.

Nel tempo perso

crescono i fiori.

 

12-13-14 giugno “Ciccillo Sopravvisse” al Laterale Film Festival

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In questi giorni saremo a Cosenza al Laterale Film Festival con “Ciccillo sopravvisse”, ammesso nella selezione ufficiale del festival. http://www.lateralefilmfestival.com/it/selezione-ufficiale/

Porteremo a Cosenza il nostro sguardo e le immagini della nostra terra, all’interno di un programma ricco di interessanti film da tutto il mondo.
“Ciccillo sopravvisse perchè era il più bello, ovvero: ciò che resta dopo la catastrofe naturale. Frammenti di uno sguardo immerso nella luce meridiana, tra i reduci e il loro rapporto col paesaggio.”
#LateraleFF #Cosenza #Cinema #ThinkInvisibleThings #MacchinaPerEsplorarelInvisibile

Il LATERALE FILM FESTIVAL è un festival internazionale non competitivo di arte cinematografica organizzato dall’Associazione Culturale Kamen.
Esso si pone come obiettivi principali la valorizzazione dei linguaggi audiovisivi più innovativi e creativi del panorama contemporaneo e la riduzione della distanza esistente tra sperimentazione artistica e partecipazione del pubblico. Particolare attenzione è riservata ai giovani cineasti e agli indipendenti, alle opere autoprodotte e no-budget, frutto di percorsi di ricerca individuali e originali: «Esiste un vasto sottobosco cinematografico vibrante e ricco di sorprese, costituito da cineasti che costruiscono il proprio lavoro sull’idea che sia possibile e vantaggioso operare in condizioni di totale indipendenza.»
L’intento è quello di creare uno spazio di condivisione libero e stimolante, all’interno del quale poter mostrare quello che solitamente viene trascurato o rifiutato perché lontano dai modi convenzionali di fare e interpretare il Cinema; uno spazio in cui abbattere imposizioni e preconcetti, omologazione e standardizzazione; uno spazio che ambisca a divenire vero e proprio laboratorio artistico in cui poter scorgere sin da ora il Cinema del futuro.

Noi di Kinetta supportiamo l’iniziativa perchè ci piace molto l’idea di un cinema laterale, di ricerca e che viaggi al di fuori dei circuiti ufficiali, imbalsamati e mai autentici. Il cinema sotterraneo è vivo e reclama spazio.
Trailer di “Ciccillo Sopravvisse”: https://youtu.be/yWnIoKNBy_s

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Le porte di Kinetta Spazio Labus sono aperte sul futuro!

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Si tirano le somme dell’anno “scolastico” a Labus. Tanti ragazzi, tanti bambini hanno attraversato il nostro spazio, alcuni per poco tempo, altri ogni settimana con lo stesso immutato entusiasmo. I laboratori di fotografia hanno prodotto scatti e progetti fotografici che siamo orgogliosi di esporre sui nostri muri, i laboratori di cinema hanno introdotto alla settimana arte ragazzi giovanissimi che per la prima volta hanno potuto sperimentare la potenza dell’immagine in movimento e scoperto i segreti per realizzare un film. Il laboratorio di educazione all’immagine ci ha regalato le più grandi emozioni. Quest’anno abbiamo prodotto un gran numero di piccoli progetti video con i nostri bambini e da poco abbiamo completato la post-produzione del cortometraggio di fine anno.
Siamo in moto per i progetti futuri, per il Festival delle associazioni che si terrà tra una settimana a Motta, per i workshop di cinema e fotografia di luglio e stiamo già pensando alle novità da proporvi a settembre.
Le porte di Kinetta Spazio Labus sono sempre aperte sul futuro.

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