Cosa resta sul foglio? Dalla fotografia alla poesia

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«La fotografia acquista un poco della dignità che le manca quando smette d’essere una riproduzione del reale per mostrarci cose che non esistono più» Marcel Proust
La funzione positiva della fotografia, per Proust, è proprio quella di potersi fare strumento di evocazione, rinvio a una verità che in sé essa direttamente non rivela, ma alla cui ricerca è possibile porsi a partire dalla sua sollecitazione.

Ci sono momenti in cui non si riesce a restare fermi, spinti verso le cose perdute sul fondo dei giorni. In questa ricerca la fotografia è in grado di suggerirci tutto.
Come si fa a perdersi dentro una foto e soprattutto a ritornare? Cosa ci crea dentro un’immagine?
Un’immagine può scriverci dentro un mondo intero, una pioggia una casa, le lunghe file di errori e i giorni scomparsi, le voci dei treni che partono, gli occhi che amano il mare. Se siamo fortunati emergerà solo qualche parola per raccontare ciò che abbiamo visto. Cosa resta sul foglio? Ecco il nostro speciale secondo incontro con la poesia a Labus. Guardate questa fotografia di M (Michele Salvezza) e diteci dove vi porta, osservatela ad occhi chiusi e poi diteci cosa avete ritrovato.
Scrivete una poesia o un pensiero ispirato a questa foto e venite a raccontarci il vostro sogno lucido a Labus giovedì 6 luglio, ore 19,00. Leggeremo le poesie e scopriremo come la fotografia ci mostra cose che non esistono più.

 

Autore: Labus

L'associazione Kinetta che gestisce lo Spazio Labus, con sede a Benevento, incentra la propria attività sulla ricerca e la diffusione delle arti visive, ha una spiccata vocazione cinematografica ma allo stesso tempo organizza attività legate alla fotografia, la musica e qualsiasi altra cosa possa stimolare l'attenzione e la curiosità dei suoi associati. Kinetta è finanziata unicamente dai contributi volontari di tutti coloro che decidono di aderirvi associandosi. Labus è un posto fisso, un posto fisico, uno spazio aperto al confronto dove è facile ricevere suggestioni e stimoli ma dove è possibile anche proporne. La nostra idea è quella di creare un avamposto dove incontrarsi e discutere, divertirsi, ascoltare musica, incontrare artisti, scrittori, registi e conoscere il cinema che non trova spazio nel circuito ufficiale. Lo spazio Labus è: - una sala cinema - una camera oscura - una galleria d'arte - un laboratorio permanente - una sala concerti - un posto dove farsi suggestionare - un posto libero da ideologie - un posto che non sappiamo nemmeno noi cosa potrà diventare

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