SANATORIO: come disfarsi dalla voglia di produrre opere audiovisuali – a cura di Emanuele Dainotti

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INFO E ISCRIZIONI WORKSHOP:

labuswork@gmail.com, 3664871974
quota di partecipazione:
25 euro
20 euro (under 20)

Il Sanatorio è un centro ospedaliero situato in zone favorevoli sia dal punto di vista climatico sia geografico e attrezzato per la cura di malattie croniche a lunga degenza.
Il nostro Sanatorio si propone di curare i giovani filmmaker e videoartisti dalla malattia della creazione audiovisuale e della produzione istituzionale.
Il workshop non è pensato come lezione frontale, ma come tavola rotonda aperta al confronto.

A chi si rivolge: principalmente a filmmaker e videoartisti, ma è aperto anche a persone alle prime armi incuriosite dal mondo audiovisuale e a filmmaker ad un livello più avanzato.

“Il mio obbiettivo non è di insegnare nulla, forse più di demolire qualcosa, bensì di creare una relazione tra i partecipanti e intavolare una discussione che dimostri che abbiamo molte alternative ai fondi ministeriali e alle produzioni milanesi e romane.” Emanuele Dainotti

Programma:
– Breve introduzione e presentazione
– Produzioni canoniche VS Produzioni DIY
– Il confine tra videoarte e cinema
– Quali sono le possibilità di produzione fuori dai circuiti tradizionali?
– Come produrre un’opera audiovisuale senza fondi?
– Esercitazione pratica
– Distribuzioni e festival
* è prevista una pausa per il pranzo

Emanuele Dainotti è un artista e filmmaker milanese, attualmente impegnato in una residenza artistica a Montevideo in Uruguay. I suoi lavori sono stati presentati e premiati in mostre e festival in Italia e all’estero, tra cui Filmideo 2017 Newark (USA), FUSE Stockholm (Svezia), VAFT 2017 Turku (Finlandia), Salón Internacional de la Luz Bogotà D.C. (Colombia), Videohouse II Tijuana (México), FECIBogotá Bogotà D.C. (Colombia), Retransmisión 2017 (Mexico), Nisville movie summit 2017 (Serbia), Milano Film Festival – Salon de Refusés.

“Il lavoro di Dainotti è sempre stato definibile come “di confine”, tra videoarte, cinema e performance artistica, che non di rado si fondono in un unico linguaggio visivo cercando nel contempo un codice espressivo originale e mai auto compiaciuto. A livello di contenuto, inoltre, si nota come la sua ricerca verta essenzialmente e principalmente sulla finitudine dell’uomo, il rapporto tra uomo e morte e tra uomo e arte. Va aggiunto come i lavori di Dainotti affondano le radici sia nel cinema e nel teatro italiani (con echi consapevoli di Pasolini, Carmelo Bene, …) che nella letteratura e nella filosofia, con un occhio particolare a Bolaño, Onetti, Cioran, Sgalambro, Ligotti, tra gli altri, metabolizzati attraverso una elaborazione profonda. In tutto questo, le opere più recenti (“Santa Teresa” del 2016 è un esempio in questo senso) mostrano il desiderio di lavorare su un’essenzialità che non è mai fine a se stessa e non derivante dalla volontà di lavorare inevitabilmente con pochi mezzi quanto invece la ricerca di un linguaggio sia visivo che narrativo peculiari. Considero Emanuele Dainotti un cineasta da seguire nella sua continua evoluzione grazie a una mai domita curiosità e un desiderio di espressione molto personale che riesce a comunicare infine su più livelli.” Roberto Rippa, direttore della rivista Rapporto Confidenziale

Sito: https://dainottisette.wixsite.com/emanueledainotti

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