IN HOC SIGNO, Labus! Presentazione del Laboratorio di Iconografia

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Nell’ultima domenica prima di Natale, vi invitiamo alla presentazione del Laboratorio di iconografia tenuto da Emilia Argenziano: In Hoc Signo, Labus!
Questo primo speciale incontro sarà dedicato ai simboli del Natale e, dopo l’introduzione interattiva curata da Emilia, verrà proiettato il film A Christmas Carol di Robert Zemeckis. L’incontro è aperto a bambini dai 9 anni in su, ai genitori e a tutti i curiosi.
Il laboratorio partirà dopo le feste, al raggiungimento del numero minimo di iscritti.

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Questo laboratorio, pensato in particolar modo per bambini dai 9 ai 13 anni e per i loro genitori, è un’opportunità concreta per avvicinarsi all’iconografia, cercando la nuda verità del simbolo, scevro dall’inquinamento erudito della letteratura storica dell’opera. Stimola, attraverso la narrazione degli elementi simbolici, la curiosità dei bambini, gli insegna ad elaborare un sistema di analisi e di indagine personale dell’opera d’arte e sviluppa la capacità critica della lettura per immagini, fornendo l’arricchimento di un immaginario intimo e culturalmente riconosciuto.
Gli incontri sono pensati in due momenti: uno descrittivo delle opere, con la visione di immagini, e l’altro di disegno, in cui vengono trascritti, in modo del tutto personale e in un nuovo contesto, i simboli identificati.
Talvolta saranno video proiettati film d’animazione a tema ed organizzate visite guidate nei siti di interesse.

Le immagini hanno da sempre avuto un valore didascalico. L’inizio della nostra storia viene letto e ricostruito attraverso il racconto per immagini delle preistoriche pitture rupestri, il segno è significato, il simbolo diventa codice identificativo. Nella nostra infanzia il racconto della narrazione fiabesca è accompagnato dalla sua rappresentazione figurativa, quando le favole ci sono state raccontate, la voce narrante si sposa al nostro immaginario figurativo, così evocativo, forte e potente ( il bosco, il lupo, la strega, gli animali di Esopo). La rappresentazione del mondo, nell’universo dei bambini, soprattutto in fase di prescolarizzazione, avviene attraverso il disegno, mezzo espressivo privilegiato per leggere i loro stati d’animo e le diverse esperienze di crescita. Segno e di-segno sono interdipendenti.
Quando poi ci identifichiamo con la lettura del segno grafico, la scrittura alfabetica, quel prezioso mondo d’immagini giace taciuto e relegato quasi sempre alla nostra infanzia. La storia dell’arte con l’iconografia, dal greco εἰκών (eikón, immagine) e γράφειν (grapheïn, scrivere), ci fornisce un valido allenamento per decodificare simboli, arcani, personaggi, eventi della tradizione, episodi sacri e pagani. L’opera d’arte trascrive con la sua figuratività il racconto per immagini della storia antica ed eroica, affida ad ogni personaggio un simbolo di riconoscimento, ci guida alla scoperta del magico mondo vegetale e dei bestiari medioevali, dove anche il più piccolo elemento rappresentato aveva un valore formativo e didascalico.

Emilia Argenziano, laureata in conservazione dei beni culturali, indirizzo beni mobili ed artistici, è una storica dell’arte, restauratrice del libro antico e specializzata in restauro di opere d’arte su carta. Ha vinto il concorso nella scuola europea di restauro del libro antico di Spoleto; ha attuato progetti di valorizzazione territoriale e lavorato come guida turistica. E’ inoltre danzatrice ed insegnante di movimento creativo ed espressivo (con metodo danza terapia Garcia_Plevin e linguistica corporea Rudolf Laban) e tiene corsi per bambini dai 5 anni, attualmente presso l’associazione teatrale Vernicefresca Teatro. E’ presidente dell’associazione Taotango ed insegnante di tango argentino.

I nostri Workshop di Natale: Fotografia Analogica & Cinema

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Bando al Pandoro, a Natale noi ci cibiamo di immagini!

Ecco cosa vi aspetta sotto il nostro albero:
1. Workshop di fotografia analogica (27 e 28 dicembre)
2. Workshop di cinema (29 e 30 dicembre)

info e iscrizioni:
Chiara 3664871974
Michele 3341491293
Grazia 3298704231
labuswork@gmail.com

1. WORKSHOP DI FOTOGRAFIA ANALOGICA HASSELBLAD + ISTANTANEA
(gli orari possono subire variazioni ed essere modificati in base alle esigenze dei partecipanti, anche prevedendo più gruppi di lavoro)

**MERCOLEDì 27 dicembre 2017
Ore 10,30: introduzioni al laboratorio di fotografia, basi di fotografia e composizione. Preparazione e caricamento della macchina.
Ore 12,00: uscita fotografica
Ore 17,00: rientro e bilancio della prima giornata di lavoro, introduzione al lavoro in camera oscura, sviluppo dei rullini che verranno posti ad asciugare.
**GIOVEDì 28 dicembre
Ore 17,00: analisi delle immagini precedentemente scansionate e cenni di post-produzione.

Il nostro laboratorio di fotografia analogica è un’esperienza formativa a neofiti e fotografi abituati al digitale, grazie alla quale mettersi in gioco e riabituarsi a vedere prima con gli occhi e poi attraverso lo strumento. La fotografia analogica è formativa, costringe ad osservare, intuire, leggere la luce, prevedere e soprattutto pre-visualizzare il risultato. Dopo aver fatto scattare l’otturatore, l’immagine resta latente fino allo sviluppo della pellicola; ed è in questo lasso di tempo che avviene la magia. Nella nostra mentre si forma e riforma la fotografia che speriamo di aver scattato e, insieme a lei, compare il timore di aver sbagliato, perdendo così un attimo irripetibile. Il difetto peggiore della fotografia digitale è che ci toglie quest’attesa; con un semplice gesto ci permette di eliminare subito gli errori e la possibilità di imparare da questi. La fotografia analogica è semplice, onesta, autentica e immortale. Avete mai tenuto un negativo tra le mani? Avete mai visto le vostre dita illuminate di rosso? Avete mai visto formarsi l’immagine nella bacinella? Questa è la vera fotografia, senza megapixel o sensori, pura poesia. In questi due giorni proveremo a ristabilire un rapporto sano con la produzione di immagini, meno foto, poche ma buone. Partiremo dalle basi, da quei concetti che valgono per tutti i tipi di fotografia, dal banco ottico allo smartphone. Discuteremo della composizione e delle sue regole che vengono dalla pittura. Caricheremo le macchine e usciremo alla ricerca di immagini da immortalare, dopo aver letto la luce (ma soprattutto le ombre) con gli occhi e con l’esposimetro. Parleremo dei fondamenti della fotografia che vi torneranno utili sempre, a prescindere che voi scegliate la via digitale o quella analogica. La fotografia è una, infiniti gli sguardi possibili. Cercate il vostro, a prescindere dal mezzo. Al ritorno svilupperemo le pellicole, ragionando ancora una volta su contrasto, ombre e luci. Successivamente analizzeremo i negativi ed infine le immagini scansionate. Metteremo a disposizione tutto il materiale necessario al laboratorio, non è necessario possedere una macchina fotografica o avere specifiche competenze di fotografia. Vi serviranno solo i vostri occhi e tanta curiosità.

2. WORKSHOP DI CINEMA
(gli orari possono subire variazioni ed essere modificati in base alle esigenze dei partecipanti, anche prevedendo più gruppi di lavoro)

** VENERDì 29 DICEMBRE DALLE ORE 10,30
Basi di cinema, scrittura e riprese
** SABATO 30 DICEMBRE DALLE ORE 10,30
Visione delle riprese, montaggio e postproduzione

Che cos’è il cinema? Cosa è stato? Come è cambiato il suo linguaggio con l’avvento delle nuove tecnologie? Come nasce un film? A cosa serve il ciak? Cos’è il montaggio? Con questo workshop in pieno clima natalizio cercheremo di capire insieme meglio cosa sia il cinema oggi e proveremo a realizzare un film partendo dalla scrittura fino al montaggio, un cine-panettone a modo nostro. Teoria (il giusto) ma soprattutto tanta pratica in due giorni intensi dedicati alla settima arte. Conoscere un po’ meglio la storia del cinema ti aiuterà a comprendere meglio ciò che guardi quotidianamente e a sceglierlo in maniera più consapevole. Sapevi che agli albori del cinema nelle sale si proiettavano delle vere e proprie serie? Parleremo di scrittura, di fotografia, di riprese e di montaggio, cose indispensabili da comprendere oggi che quotidianamente scattiamo fotografie e realizziamo video, ignorandone il linguaggio e le basi tecniche. In due giorni faremo un viaggio incredibile nell’arte del movimento, che da oltre un secolo anima i sogni e l’immaginario di tutti noi. Cercheremo di stimolare la curiosità e la fantasia dei partecipanti e di spingerli ad usare meglio e in maniera più creativa gli strumenti che ognuno ha quotidianamente a disposizione. Noi metteremo a disposizione per il workshop tutte le nostre attrezzature professionali e insieme realizzeremo un vero e proprio cortometraggio che proietteremo nel nostro spazio alla fine del laboratorio con una proiezione aperta al pubblico in modo da poter discutere insieme a tutti i risultati del lavoro; noi crediamo ancora nel cinema e nella visione collettiva e condivisa. Vi aspettiamo con la cinepresa già in moto, sta a voi urlare azione!

 

Ecco cosa è successo durante il workshop di novembre.

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Rassegna cinematografica “Gli occhi della mente: la psicoanalisi al cinema”

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Il cinema equivale al sogno. Entrambi non si possono analizzare secondo il codice logico del discorso, ma secondo il codice evocativo delle emozioni che è il solo che guida la dinamica delle libere associazioni.
Nell’esperienza cinematografica, lo spettatore passa da una situazione reale ad una irreale e del tutto illusoria. Inconscio, giochi di associazioni, deliri, interessi per la mente umana sono alcuni dei temi centrali nella produzione cinematografica così come nella psicanalisi.

Questo ciclo di quattro incontri vuole, attraverso il dibattito che si svilupperà attorno ad ogni film, aprire la possibilità di un confronto a più livelli di partecipazione. L’obiettivo quindi è utilizzare un potente mezzo espressivo, qual è il film o le singole sequenze cinematografiche, per conoscerci attraverso la relazione con l’altro.

Il ciclo di incontri è a cura della dottoressa Rosaria Aragiusto (https://rosariaaragiustopsicoterapeuta.com/chi-sono/), in collaborazione con l’associazione Kinetta che gestisce lo spazio Labus.
L’ingresso è riservato agli associati (è possibile richiedere in sede la tessera Kinetta 2018) più un contributo volontario per l’intero ciclo o i singoli incontri.

E’ previsto un mini-abbonamento per la rassegna, con un contributo di 12 euro (4 film) oppure 4,50 euro a film.

fottogramma tratto dal film "E' solo la fine del mondo" di Xavier Dolan
fotogramma tratto dal film “E’ solo la fine del mondo” di Xavier Dolan

Ecco il programma:
– Mercoledì 6 dicembre ore 19,30: “E’ solo la fine del mondo” di Xavier Dolan (Francia, 2016)
– Mercoledì 20 dicembre ore 19,30: “Elle” di Paul Vehoeven (Francia 2016)
– Mercoledì 10 gennaio ore 19,30: “Ho ucciso mia madre” di Xavier Dolan (Canada, 2009)
– Mercoledì 24 gennaio ore 19,30: “Incendies . La donna che canta” di Denis Villeneuve (Canada, 2010)


Info e iscrizioni:
Chiara 3664871974
Grazia 3298704231
labuswork@gmail.com

Laboratorio di Suggestioni [illustrazioni & versi]

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Come far convivere il mondo delle favole con quello quotidiano? Come stabilire una connessione tra l’universo fantasioso dei bambini e quello più razionale degli adulti?
Vi proponiamo un laboratorio collettivo per adulti e bambini, anzi due distinti laboratori che possano creare un risultato unico senza mai venire in contatto tra loro!

Proviamo a spiegarci meglio:

* Venerdì 1 dicembre (ore 17,00-19,30) durante il LABORATORIO DI ILLUSTRAZIONE i BAMBINI (dai 5 ai 12 anni) avranno il compito di liberare la loro fantasia con matite e colori di ogni tipo, guidati dal bravissimo illustratore Stefano Donatiello. Tutto partirà da suggestioni da noi lanciate: l’obiettivo è realizzare 12 quadri (uno per ogni mese dell’anno) in cui le nostre suggestioni e le idee dei bambini si fonderanno con i contributi e le diverse tecniche di disegno di Stefano.

Stefano Donatiello, pittore e illustratore, è autore di tavole per diversi progetti edioriali e ha esposto in varie città italiane. Ha già realizzato laboratori didattici e creativi anche per la scuola.


* Domenica 3 dicembre (ore 18,00-20,30) durante il LABORATORIO POETICO gli ADULTI (senza limiti di età) avranno il compito di scrivere, a partire dalle suggestioni da noi fornite e sotto la guida di Grazia Galasso, i versi che verranno associati ad ogni quadro realizzato nel precedente laboratorio, che però non potranno vedere se non a lavoro ultimato!

Il risultato del nostro ambizioso esperimento sarà un suggestivo calendario di immagini e parole nato da un’imprevedibile miscela di sguardi, menti e piccole manine.

Sottoscrizione con contributo di 7 euro
info e iscrizioni:
Chiara 3664871974
Grazia 3298704231
labuswork@gmail.com

illustrazione di Stefano Donatiello
illustrazione di Stefano Donatiello

Workshop di fotografia analogica // 2-3 settembre 2017

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20861745_1767526323274697_369654220409480811_oIl primo fine settimana di settembre segna il ritorno a Labus della nostra amata fotografia analogica! Prima che l’estate ci lasci abbiamo organizzato un ultimo workshop estivo di fotografia analogica: ci concentreremo sulla composizione di fotografie in bianco e nero, con una piccola introduzione teorica, un’uscita fotografica, lo sviluppo delle pellicole e la discussione di tutte le foto. Un laboratorio pratico alla ricerca della bellezza senza colori, di una forma che si fissi negli occhi di chi la guarda.
Non è richiesta nessuna esperienza né attrezzatura, solo occhi aperti e pronti a condannare all’eternità l’attimo che li abbaglia.

Programma
SABATO 2 SETTEMBRE dalle ORE 14,00-21,00:
– Incontro e presentazione
– Cenni teorici sulla composizione fotografica
– Organizzazione dei gruppi di lavoro, controllo delle macchine e scelta della pellicola
– Uscita fotografica (fino al tramonto)
– Rientro e sviluppo della pellicola, appuntamento al giorno seguente
DOMENICA 3 SETTEMBRE ORE 18,00-21,00
– Visione dei negativi e discussione delle fotografie
– Cenni di post-produzione

IL LABORATORIO VERRA’ ATTIVATO AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MINIMO DI PARTECIPANTI.

Per info e iscrizioni:
pagina facebook: Kinetta spazio Labus
email: labuswork@gmail.com
telefono: 3664871974

Nuovi laboratori di Fotografia e Cinema

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Dopo la pausa estiva riprendono a pieno ritmo le attività di Kinetta Spazio Labus. Sono aperte le iscrizioni per i nuovi laboratori di fotografia e cinema che partiranno a settembre!

I laboratori sono tenuti da Michele Salvezza, filmmaker, fotografo e docente di fotografia presso la scuola La Tecnica di Benevento.
http://www.imdb.com/name/nm5124753/
https://www.instagram.com/msalvezza/
http://www.cinemaitaliano.info/pers/052253/michele-salvezza.html
https://vimeo.com/michelesalvezza

Michele Salvezza | Al di là della neve

Descrizione dei laboratori:

* LABORATORIO DI FOTOGRAFIA DI PRIMO LIVELLO
– A partire da Sabato 16 settembre dalle ore 17,00 alle ore 19,00 –
Tutti fanno fotografie ma in quanti sanno cosa stanno facendo?
Sono aperte le iscrizioni per il nuovo laboratorio di fotografia di primo livello che partirà a settembre e si terrà ogni sabato pomeriggio (durata: 16 ore, 2 mesi).
Non il solito corso di fotografia ma un viaggio alla ricerca di uno sguardo nuovo. Dalle basi della fotografia alle tecniche più bizzarre, passando dalla pellicola al digitale, ponendo l’attenzione sulla pratica e realizzando un mini-progetto a settimana sui diversi stili e modalità di fotografare. Al termine dei due mesi si terrà una mostra dei lavori di tutti i partecipanti.
l nostri Foto-Lab di primo livello sono un terreno di coltura nel quale ognuno dei partecipanti è chiamato a mettere una parte di se, disponendosi al confronto, allo scambio, al mescolamento e soprattutto al mutamento. Parleremo delle basi della fotografia, delle tecniche e degli strumenti ma mai in maniera passiva, mai in maniera sterile ma sempre cercando di sviluppare uno stile personale che segue le attitudini di ognuno dei partecipanti.

* LABORATORIO DI APPROFONDIMENTO CINEMATOGRAFICO (TEORIA+PRATICA)
– A partire da domenica 17 settembre, al raggiungimento del numero minimo di partecipanti –
Ogni domenica pomeriggio, per 8 incontri, approfondiremo il linguaggio del cinema attraverso lezioni storico-tecniche, visione di cortometraggi, analisi di sequenze di film ed esperimenti filmici tesi a liberare la creatività dei partecipanti. Vi saranno svelati aneddoti e curiosità, andremo alla scoperta di grandi registi e nascoste opere d’arte di ieri e di oggi, fino a giungere alla realizzazione di un breve film, dalla scrittura, alle riprese, al montaggio a conclusione del nostro percorso.
Il cinema è un’arte in continuo mutamento e per questo è importante conoscerne la storia e i movimenti più significativi, le tecniche e tutto ciò che in poco tempo lo ha reso quello che è oggi e che spesso non siamo in grado di comprendere.
Il fine è quello di creare un gruppo che si appassioni e possa costantemente confrontarsi sulle straordinarie magie della settimana arte.
Unico requisito per partecipare è la volontà di abbandonarsi completamente alle suggestioni che vi offriremo.
“Per voi il cinema è spettacolo. Per me è quasi una concezione del mondo. Il cinema è portatore di movimento. Il cinema svecchia la letteratura. Il cinema demolisce l’estetica. Il cinema è audacia. Il cinema è un atleta. Il cinema è diffusione di idee.” Vladimir Majakovskij

Per informazioni e iscrizioni chiamateci, scriveteci oppure venite a trovarci nella nostra sede a Benevento, in Piazza Orsini n°1.
Contatti:
Chiara: 3664871974
Grazia: 3298704231
email: labuswork@gmail.com

Vi aspettiamo!

 

I 3 segreti

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Le campagne del Fortore ci hanno ospitato per qualche giorno, siamo stati coinvolti con una storia di eternità che abbiamo raccontato cercando di restituire un po’ di quell’infinito in cui ci siamo immersi in questi luoghi.

Ecco il trailer dell’ultimo cortometraggio realizzato in questa Terra che conosciamo bene ma ogni volta ci regala esperienze intense. Ringraziamo l’amministazione di Ginestra degli Schiavoni, i coordinatori e i partecipanti per la disponibilità e la libertà concesseci durante le fasi di lavorazione.

“Una madonna appare ovunque sia un altare.”

 

 

 

La voce delle immagini

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Non pensavamo. Quando abbiamo proposto di riflettere sull’immagine non pensavamo che ci saremmo emozionati tanto davanti alle parole da voi scritte o scelte. Abbiamo tentato (ma non ci fermiamo qui) di tracciare un percorso suggestivo tra fotografia e poesia, senza voler stabilire la preminenza dell’una sull’altra nè tantomeno cercare i diversi livelli di verità che appartengono a queste due pratiche, quanto piuttosto per sottolineare il punto di partenza comune ad entrambe, ossia l’immagine come luogo poetico. Quello che possiamo leggere sono tanti e diversi sguardi gettati dentro la stessa immagine, capace di contenerli tutti. Visioni differenti ed espressioni molteplici ci sono arrivate da parte di chi ha provato ad entrare dentro questa fotografia e ne è uscito con una piccola voce che resta per dire soltanto tutto.

Di seguito l’immagine da cui siamo partiti e i contributi raccolti, che rappresentano il punto in cui si incontrano immagine e parola.

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Perchè poi la mattina fingo di dimenticarmi delle notti trascorse a spasso d’incubi
scomparse fra finestre aperte
e confezioni di birre tedesche da 8 bevute in un’ora
I Poemi di Fresnes riletti sopra ai fornelli
e le mani,
le mie mani che bruciano di sangue sotto all’acqua fredda che esce dalla tua bocca
in questi due locali e mezzo
al quarto piano di un palazzo di periferia
e intanto che fingi di prestarmi ascolto
prova a scendere fino all’ultima rampa di scala
spegni la luce delle cantine
quella del locale lavanderia
chiudi la porta del rifugio anti-atomico
e poi esci in cortile
cerca il mio nome fra tutti quelli scritti sui campanelli
bestemmia
accenditi una sigaretta
consulta il tuo cellulare
ascolta la tua musica preferita
piangi
ridi
fai quello che vuoi
ma non mi troverai mai. (Andrea Consonni)

///

Facciamo i bambini però

stretti alle gomene in mezzo alla marea

sul fondo dove non c’è

neanche un piede o una conchiglia

aspettiamo il re delle storie

muove le ombre da un sipario

e non si fa guardare

soffia la polvere foglie bruciate

i pupazzi in un balletto

il bianco di un gabbiano

fermo, in mezzo ai venti

non serve altro ai palloni

aria per fingersi luna

un filo in mezzo al pugno

e gli occhi volenterosi

facciamo i bambini

forti quando spareranno

il drappo di maestrale si agiterà

senza paura, e noi dietro di lui

non passeranno i colpi

per ognuno avremo un mostro

catturato in un panno

costretto a spaventare

libero sul cielo di un terrazzo

(Alfonso Tramontano Guerritore – https://www.facebook.com/lavocedeipesci/#)

///

Sarà per un hegeliano moto di sintesi

che l’istruito adulto di città

riscopre la sacralità

delle madonne di gesso e delle feste per il santo.

Quando mi portavano in campagna

calpestavo la terra coi miei piedi prensili

incarnavo la rivoluzione di Mao

senza manco saperlo.

Ero convinto che a noi bambini

fosse negato un segreto rivelato a tutti quelli giunti all’età adulta

– chissà quale – .

E la gente di campagna

di sicuro la sapeva più lunga

gente dalle abitudini arcaiche

dalla gestualità ripetitiva

padrona di verità semplici

in pace col concetto che il sole sorge e tramonta per poi risorgere e ritramontare

contenta per la luce e spaventata dall’ombra.

La campagna ora invece esiste solo in un remoto passato d’infanzia.

Qui si dorme col giorno e si vive tra le ombre dei lampioni

e gli anziani contadini

hanno stretto un patto faustiano con Barbara D’Urso

e Il Segreto è una soap opera.

E pensare

che l’opera del sapone di Marsiglia,

in quel remoto passato,

nelle campagne,

non è ancora finita,

che mani anziane

continuano a consumarlo

all’infinito

sul biancore dei panni. (Eduardo De Cunto)

///

MEMORIE DI UNA TESTA TAGLIATA – C.S.I.

Chi è che sa di che siamo capaci tutti
Vanificato il limite oramai
Vanificato il limite
Si avvicina l’inverno
Soffice crepitio sulla terra
Pomeriggio dolce assolato terso
Sotto un cielo slavo del Sud
Slavo cielo del Sud non senza grazia

(sistema evocativo in atto accesso obbligato zona rischio)

Salgo
Lento, leggero
Caldo
Sbuffo animale
Penetrante m’assale
Un
Ultimo
Pensiero
Odora di te
Mi
Distendo
Aprendomi
Tensione verticale
Rallenta il mio respiro
Scende in profondità
Si adatta al soffio del mondo
pomeriggio dolce assolato terso

Sotto un cielo slavo del Sud pieno di grazia

(sequenze disturbate eccesso sovraccarico pericolo pericolo)

In basso
In fondo
Giù
La
Mia
Testa
Tagliata
Porge
Uno sguardo
Fisso
Immutabile ormai
Sguardo
Compassionevole
Replay
La mia testa
Tagliata
Replay
Sguardo compassionevole
Sguardo fisso oramai
Replay
Replay
Vuoto
Replay
Vuoto

(sistema evocativo esaurito interruzione)

Writer(s): Francesco Magnelli, Massimo Zamboni, Giovanni Lindo Ferretti, Gianni Maroccolo

Inviata da Chiara Mazzarella Scocca

///

Ci incontriamo sempre/quando il sole è al suo picco più alto./Le nostre ombre si fondono fino a scomparire/meridiane di epoche lontane/che ritornano/sempre qui dove il sole brucia più forte./Intorno ciò che resta di una città/e il rumore del vento./Chiudo gli occhi/tutto è troppo visibile/torno alle storie che ho solo sognato./Sagome appena accennate ma sensazioni vivide/le gambe piegate/il ruvido del legno/le punte delle dita che scottano./tutto è ma non lascia traccia./E tu/ti volti di scatto e dici al vento:/silenzio. (Romina Bracchi)

///

Eccoli là, distesi, silenziosi e gatteschi
Nel sole, di pomeriggio,
I tuoi vestiti, spianati,
Senza sogni, come per caso.
Restituiscono il tuo odore, debolmente, quasi ti somigliano.
Tramandano il tuo sporco,
Le tue cattive abitudini,
L’impronta dei tuoi gomiti.
Hanno tempo, non respirano,
Restano, flosci, pieni di bottoni,
Qualità e macchie.
In mano a un poliziotto,

A una sarta, a un archeologo,
Rivelerebbero le loro cuciture,
I loro segreti da poco.
Ma dove tu sei, se soffri,
Quello che hai sempre voluto dirmi
E non hai mai detto,
Se tornerai, se ciò
Che accadde accadde per amore
O per forza o per sbadataggine,
E perché tutto è andato
Così come è andato,
Quando sembrava ne andasse della vita,
Se sei morta o se
Ti lavi soltanto i capelli,
Questo non lo dicono.

(Hans Magnus Enzensberger – scelta da Giuseppe De Rienzo)

Per maestri ho avuto i miei occhi

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Lasciarsi ingannare dalle immagini come fossero dei sogni, oppure ritrovarvi l’indizio di una storia antica.
Le cose perdute a volte sono strade che possiamo ripercorrere solo con le parole. Fermatevi un attimo dentro una fotografia e tornate a raccontarci qualcosa, con un pensiero, una poesia scritta da voi o una poesia famosa. Scriveteci i vostri contribuiti (qui o in privato) anche se non potrete essere con noi a Labus all’incontro di giovedì 6 luglio 2017.

https://www.facebook.com/events/1367307940024781/permalink/1367932926628949/

Tenterermo di tracciare un percorso di significanti e corrispondenze tra i due linguaggi della fotografia e della poesia, partendo da questa immagine:

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Intanto cominciano ad arrivare i primi contributi.

Ci incontriamo sempre/quando il sole è al suo picco più alto./Le nostre ombre si fondono fino a scomparire/meridiane di epoche lontane/che ritornano/sempre qui dove il sole brucia più forte./Intorno ciò che resta di una città/e il rumore del vento./Chiudo gli occhi/tutto è troppo visibile/torno alle storie che ho solo sognato./Sagome appena accennate ma sensazioni vivide/le gambe piegate/il ruvido del legno/le punte delle dita che scottano./tutto è ma non lascia traccia./E tu/ti volti di scatto e dici al vento:/silenzio. (Romina Bracchi)

 

 

 

 

Cosa resta sul foglio? Dalla fotografia alla poesia

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«La fotografia acquista un poco della dignità che le manca quando smette d’essere una riproduzione del reale per mostrarci cose che non esistono più» Marcel Proust
La funzione positiva della fotografia, per Proust, è proprio quella di potersi fare strumento di evocazione, rinvio a una verità che in sé essa direttamente non rivela, ma alla cui ricerca è possibile porsi a partire dalla sua sollecitazione.

Ci sono momenti in cui non si riesce a restare fermi, spinti verso le cose perdute sul fondo dei giorni. In questa ricerca la fotografia è in grado di suggerirci tutto.
Come si fa a perdersi dentro una foto e soprattutto a ritornare? Cosa ci crea dentro un’immagine?
Un’immagine può scriverci dentro un mondo intero, una pioggia una casa, le lunghe file di errori e i giorni scomparsi, le voci dei treni che partono, gli occhi che amano il mare. Se siamo fortunati emergerà solo qualche parola per raccontare ciò che abbiamo visto. Cosa resta sul foglio? Ecco il nostro speciale secondo incontro con la poesia a Labus. Guardate questa fotografia di M (Michele Salvezza) e diteci dove vi porta, osservatela ad occhi chiusi e poi diteci cosa avete ritrovato.
Scrivete una poesia o un pensiero ispirato a questa foto e venite a raccontarci il vostro sogno lucido a Labus giovedì 6 luglio, ore 19,00. Leggeremo le poesie e scopriremo come la fotografia ci mostra cose che non esistono più.